Gay Pride: perché esserci

Devo confessarvi una cosa. Ho sempre pensato che il Pride fosse una pagliacciata, una fiera dell’esibizionismo in cui mettersi in mostra che non avrebbe portato nessun vantaggio nella lotta per la parità di diritti, che poi, quali diritti? Perché diamine due persone dovrebbero volersi sposare? Che battaglie inutili!
Poi sono rinsavita. Scelta e obbligo sono due concetti troppo diversi per poter essere anche solo lontanamente paragonati. Continua a leggere

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Perché dai visibilità a chi disprezzi e ignori chi ti piace?

Al Salone del Libro di Torino sono andata ad ascoltare la presentazione dell’ultimo volume di A Panda piace… di Giacomo Bevilacqua. Panda è un fumetto, anzi, un personaggio, che seguo dai suoi esordi online quindi non potevo sorvolare su questa uscita che festeggia i suoi 10 anni di vita. Ad accompagnare la presentazione c’era Sio e questo mi ha convito ancora di più a seguirla (come se ce ne fosse bisogno in realtà!). L’evento è stato fenomenale, Sio e Bevilacqua insieme sono una squadra che incanta il pubblico, anche perché, in mezzo a battute e risate non ci si è risparmiati importanti argomenti di riflessione e uno in particolare vorrei condividerlo con voi. Continua a leggere

Primi 5 passi della mia vita senza plastica

Una delle strade che ho deciso di percorrere per riuscire a trovare la mia felicità è stata quella dell’eliminazione della plastica dalla mia vita (e più in generale di uno stile di vita più lento e sostenibile, ma avremo tempo per parlarne). Credevo fosse molto più difficile fare questo passo, ma ho capito che in molti casi ciò che manca è la presa di coscienza del proprio peso sul mondo e l’incapacità di rendersi conto che non sono gli altri a dover cambiare per primi, ma siamo noi doverci far carico delle nostre responsabilità.

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La felicità è qualcosa che si compra?

Si, la felicità si può comprare. Sarebbe ipocrita dire il contrario.

Il problema arriva quando la felicità di comprare un determinato oggetto/viaggio/cosa random si confonde con l’euforia dovuta ad un nuovo acquisto, in questo modo è l’azione del comprare che diventa il fulcro della felicità piuttosto che ciò che viene acquistato.

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Charlie, Alfie e gli avvoltoi

A cosa serve la medicina? Sempre più spesso mi sto rendendo conto del fatto che l’idea che si ha della medicina è quella di una pratica che DEVE impedire la morte o il malessere di una persona sempre, comunque ed in ogni caso e sino a quando anche solo una malattia rimarrà più forte delle cure allora la medicina sarà inutile, in sostanza la medicina deve essere infallibile.
Praticamente, secondo alcuni modi di pensare, la medicina tradizionale sarà inutile sino a quando non renderà le persone immortali.

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Negatività e percezione del rischio

Tutto ciò che è emotivo interessa e ha la precedenza rispetto a ciò che non lo è. […] Interessano le polemiche, le crisi, i processi,, gli scontri, le tasse; e poi gli incidenti, le guerre, i naufragi, gli accoltellamenti, il maltempo o qualunque altra notizia capace di colpire.

Piero Angela

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Consumismo e insoddisfazione

L’ho già detto, mi ripeto e comunque non lo dirò mai abbastanza. È molto più semplice scaricare la colpa su qualcun altro quando le cose vanno male, piuttosto che prendersi le proprie responsabilità, rimboccarsi le maniche e costruire un percorso migliore.

Si torna a parlare di consumismo, questa volta non attraverso un libro, ma pensando in maniera propositiva a ciò che si può fare nel proprio piccolo per poter superare la smania del consumo dovuto a bisogni costruiti appositamente per lasciarci sempre insoddisfatti.

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Affittare casa ai tempi dei millennials

Che i millennials siano una generazione di scansafatiche già lo sapevamo, dopotutto devi essere proprio un pigrone per non accettare le fantastiche offerte di lavoro ad 1€ l’ora o quelle pagate in pubblicità. In uno Stato in cui il Servizio Civile ha una remunerazione più bassa di una pensione minima non è che un giovane si possa aspettare chissà quale stipendio!

Ma mettiamo il caso che questi sfaticati giovani un lavoro riescano anche a trovarlo, un lavoretto anche decente e pagato onestamente (ovviamente a tempo determinato), restano comunque dei mammoni che non vogliono lasciare la casa di mamma e papà.
E allora lasciate che vi racconti qualche esperienza di giovani coppie che si imbarcano nell’emozionante impresa di andare a vivere da soli. 

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Vita liquida: le ingerenze del consumismo nella quotidianità

Credo non ci sia modo migliore per iniziare quest’avventura che cominciare con il parlarvi della lettura che mi ha fatto decidere di compiere questo “grande passo”.

Questo volume di Bauman per me è estremamente importante in quanto è stato capace di aprirmi gli occhi su quelle dinamiche che sono sempre più pressanti della società, che ti spingono a non sentirti mai soddisfatto di te stesso, aumentando ulteriormente la paura di mettersi in gioco, che è già comunque insita nello stesso vivere quotidiano.

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